
July 1, 2009
Categories: living . . Author: prometeo . Comments: Leave a Comment

Altro blog interessante, questo ancora “vivo”.
E’ un blob “morto” nel senso che l’ultimo post risale al 19 dicembre 2008, ma contine molti post interessanti, tra cui:
Gli occhi da soli non bastano a vedere, la voce non è un suono per parlare che emette involontario il respiro, le mani non bastano a costruire, c’è bisogno d’altro e di più, di strumenti necessari e voglia di capire. Guardo il soffitto e vedo il vuoto che ho dentro, fatto di apatia e stasi di un’assuefatta dipendenza a ciò che mi lascio iniettare nella coscienza. Passivamente. Quel che vedo non dovrebbe appagarmi, ma portarmi più a fondo negli abissi delle cose e averne cognizione lucida, denudata dai miei interessi tangibili. Dovrei poter vedere oltre e assaporarne l’amaro che si nasconde dietro a policrome immagini di una scatola luminosa, dove tutto sembra gioco e divertimento, anche se è tragedia, guerra, pianto e morte. Si mette in scena un delitto e l’omicidio in atto è l’umanità o una sua parte. Si assiste a connivenze politiche che gestiscono i retroscena dietro il palco. Quel che posso fare, mi dice il buon senso comune è leggere quanto più possibile. Ma non trovo nella notizia l’origine, la matrice, cosa ha portato a tutto ciò e a cosa conduce. Le voci fuori dal coro sono flebili e impercettibili, confuse nel frastuono generale fatto di saltimbanchi, di avidi personaggi che vendono le parole a peso, per trenta denari o poco meno. La verità giace supina in una corsia d’ospedale, magari a Baghdad oppure nel Palazzo di vetro, stretta da cravatte e lucidi occhiali da vista di metallo, e pranzi diplomatici, dove si scelgono vini pregiatissimi e si parla tutt’al più del brutto tempo. La vita del benessere continua senza troppi scossoni, perché non è il caso di intristirli con notizie cattive. Prosegue ordinaria e ripetitiva, di una costante pinguedine mentale e di una poco consapevole, cosciente analisi dell’oggi come del domani. Il presente è già passato come acqua tra le dita, in un sogno che per costruirlo vorrebbe concrete basi solidali e umane. Chissà se ancora è possibile.
Da qui.
E anche:
Il mio unico contatto con la propaganda del Leviatano si è ridotto, ormai da tempo, alla sola lettura degli SMS di Acotel NEWS ricevuti sul cellulare.
Stamattina, come mostrato nello screenshot del cellulare, è arrivato questo SMS.
“Curiosamente” sul sito di Acotel che abitualemente mantiene l’elenco delle notizie inviate via SMS, questa notizia non compare.
Ho provato a trovarne traccia su altri organi di propaganza finanziati dal Regime, ma “curiosamente” non ce n’è traccia.
Allora, delle due l’una:
1. La notizia è vera, ma scomoda (ragione per cui è stata rimossa/ignorata).
2. La notizia è falsa, ma imbarazzante (ragione per cui è stata rimossa/ignorata).
Siccome Acotel NEWS altro non fa che rilanciare agenzie (APC nello specifiche) è chiaramente un “altoparlante” del padrone, ed è appunto questa la ragione per cui leggo gli SMS che mandano, non tanto per tenermi aggiornato, ma sapere che cos’è che il Regime vuole che io sappia. Read More…
Hi there my five unique readers, I’d like to introduce you to yet another rather interesting blog that I’ve recently found. It’s someone’s, called Duncan, economic blog I liked especially this post and this one.
About the first one I like the correlation with energy production limits… that I am actually investigating myself in my own researches trying to derive the Wicksell’s model from the Hubbert’s model.
The other one, points out in a very plain way a couple of limits of the Austrian Economic School that I am uneasy with too. And in particular:
“For me, and this is what I’m writing up, the Austrians are correct on both the ability of unfettered monetary expansion to cause a boom. But they (i) are out of date on what they term ‘money’ and (ii) whilst offering some good diagnosis of problems they fail entirely to suggest solutions that are in anyway practical or attractive. Austrian economics as a school of political economy totally falls down. But then I can see why Libertarian types like it. The debate has to be moved on from ‘what economic theory works best’ to what ‘mode of political economy do we want.’ The dismal science cannot be seperated from fundamental questions of the type of socieaty we want to live in. No matter how much some argue against this.”
Giovedì dovevo andare al Tribunale Roma per una istanza di interdizione di un anziano parente malato. Mercoledì sera mi ferma la Polizia Stradale che mi fa notare che la mia patente di guida sarebbe scaduta l’indomani.
Allora mi reco di corsa presso l’agenzia ACI più vicina.
Prometeo: buona sera, mi scade la patente domani, cosa devo fare per rinnovarla?
ACI: fotocopia documento e patente, poi attenda il dottore per visita medica.
Prometeo: bene, ecco le fotocopie, attendo.
Dopo un ora e mezza ecco il dottore alle ora 19:45 esatte.
19:45:00 – Dottore: buonasera, ha mai avuto malattie gravi?
19:45:02 – Prometeo: no.
19:45:03 – Dottore: ci vede bene?
19:45:04 – Prometeo: con gli occhiali, si.
19:45:06 – Dottore: fa uso di droghe?
19:45:07 -Prometeo: no.
19:45:08 -Dottore: fuma?
19:45:09 -Prometeo: solo quando mi danno fuoco.
19:45:10 -Dottore: ok, ecco il sostitutivo, riceverà il bollino a casa. 95 € alla cassa grazie.
Una media di 9,5 € al secondo.
L’indomani presso il Tribunale.
Prometeo: buongiorno, sono stato convocato dal giudice per una istanza di interdizione, dove devo andare? Read More…
Scritto da Andrea De Marchi è il secondo libro pubblicato da Usemlab dopo “Prevedibile e inevitabile” di Francesco Carbone.
Il libro è “una voce fuori dal coro” delle solite stronzate urlate sguaiatamente e, al pari del primo libro, l’entusiasmo che si prova leggendolo fa dimenticare presto dei pochi euro pagati, confermando Usemlab come editore di contenuti di alto livello, interessanti, indipendenti e alternativi.
Sebbene la base interpretativa rimane il prisma Misesiano, “Inflazione malattia primaria” ripercorre, in parte, l’evoluzione storica della presente crisi, ma con un approccio trasversale, non antagonisa, ma diverso rispetto al libro di Francesco Carbone.
Un po’ a là Mises è il pattern logico estremamente libero di analisi economica che si intreccia con la Sociologia, la Storia e la Filosofia (non molto con la Matematica – come nota completamente a margine: se uno studende di economia non è in grado di capire i logaritmi, sarebbe bene che rimettesse i suoi libri nello zaino, li riportasse a libraio dove li ha comprati sicuramente di seconda mano, e cambiasse strada nella vita) che, soprattutto nella prima parte del libro, a mio avviso, si avvicina un po’ al confine del “mischiomisto”, ma senza mai oltrepassarlo.
L’analisi storica è di ampio respiro e ripercorre rapidamente in maniera del tutto non “main stream” la storia di eventi e le relative conseguenze così come non troveremo mai scritto sui libri di Asor Rosa (et similia) che vengono regolarmente imposti nelle scuole del Leviatano.
Questo libro contribuisce, sempre secondo il mio autorevolissimissimo avviso, a delineare quella che è una missione implicita nell’iniziativa di Usemlab e cioè riscrivere la Storia. Gli spunti infiniti di approfondimento che emergono pagina dopo pagina manifestano l’immane lavoro “non fatto” nei secoli di storiografia di regime, di metodologia di comodo e di mistificazione del Potere che ci ha consegnato una lettura della Storia fatta di eventi concatenati solo dalla successione temporale, ma privati della benchè minima “anima” di causa ed effetto. Read More…